Intolleranza al lattosio: cause, sintomi e rimedi.

In questo post si affronterà un problema che di recente sta diffondendo sempre più: l’intolleranza al lattosio.

Il lattosio è uno zucchero che si trova nel latte e in tutti i suoi derivati, e quindi anche in formaggi, creme e  yogurt; è inoltre presente in certi tipi di carne, come è il caso dell’abbacchio e del vitello, ovvero in quella di tutti quegli animali d’allevamento che ancora non sono stati svezzati.

Molte persone non sono in grado di digerire questo zucchero: ciò è causato dalla mancata produzione da parte delle cellule intestinali del duodeno dell’enzima lattasi, deputato alla scissione del lattosio in glucosio e galattosio. In pratica il lattosio deve essere trasformato durante la digestione in altri due tipi di zuccheri, che solo in questo modo possono essere assorbiti dal nostro corpo.

 

Gli esseri umani hanno sviluppato nel corso dei millenni la capacità di riuscire ad assorbirlo, e questa cosa è possibile sin dall’età della pietra, ovvero con lo svilupparsi degli allevamenti e della pastorizia. Non è un caso che quasi tutti quei popoli che discendono da altrettanti che per migliaia di anni hanno allevato bestiame hanno una migliore capacità nel saper sintetizzare questa componente. Tra questi ci sono principalmente le popolazioni europee, tra cui gli italiani. Ma allora perché nel nostro paese sono sempre di più gli intolleranti al lattosio?

 

Si può soffrire di questa condizione se, ahimè, purtroppo la si è ereditata e non si riesce a produrre quell’enzima per motivi genetici. Oppure la si può aver acquisita in seguito a infezioni del tratto gastroenterico, ma una delle ragioni più tipiche è anche un’iper-assunzione di cibi contenenti latte.

Purtroppo negli ultimi anni sono aumentati sempre più gli alimenti contenenti latte: in una costante iperproduzione di alimenti ricchi di lattosio, il nostro fisico si ritrova a dover cercare di scindere una quantità molto grande di questo zucchero. Immaginate di dover scaricare una tonnellata di cemento da una betoniera in un piccolissimo imbuto. L’esempio è un po’ esagerato ma è per farvi capire che dovete fare attenzione al consumo di latticini.

 

Cercate di ridurne il più possibile, soprattutto nel caso dei bambini che sono facili prede di merendine a base di latte e cioccolata, è una soluzione da perseguire quando si avvisano i primi sintomi che sono: flatulenza, costipazione, meteorismo, nausea, spossatezza.

In alcuni casi l’intolleranza al lattosio può essere collegata all’intolleranza al glutine, ed è per questo che è utile effettuare delle diagnosi specifiche: tra queste vi è appunto il test del respiro che vi misura la produzione di lattasi.  In ogni caso comunque la riduzione, anzi, ancor meglio, l’eliminazione di cibi contenenti lattosio è fondamentale.

 

Ma state tranquilli, non disperate, non si tratta di una condizione che dura in eterno: se l’intolleranza è stata acquisita si tratta pur sempre di un problema temporaneo che va però affrontato e non sottovalutato, visto che molto spesso si prende sottogamba il dover mantenere un’alimentazione sana ed equilibrata. In molti casi infatti la terapia consiste nel dover reintegrare gradualmente i latte e i suoi derivati senza strafare, e anzi ricercando la giusta quantità, per la salute del vostro organismo, e soprattutto, del vostro intestino.